Elena Catanese: il mio lavoro come un gioco a cui dedico molta attenzione…

Elena Catanese inizia il suo percorso come restauratrice di affreschi in edifici storici e chiese.

Dopo anni di stucchi , dorature ed intonaci,la tecnica non è più sufficiente a soddisfare la sua intensa voglia di conoscere e affascinata dalle vetrate a piombo ,sue compagne di altezze nelle chiese, così si avvicina all’uso del  vetro utilizzandolo come materia di espressione.

il paradiso

Elena riesce a plasmare questo materiale apparentemente freddo che se portato ad alte temperature riesce a essere modificato. Lei trama appunto , riuscendo a costruire incantevoli giochi di fili incrociati con cadenza matematica di un tessitore di Tartan scozzese.

Con la medesima tecnica trama e ordisce tutto l’immaginato….

É curioso come nel suo lavororiaffiorino i suoi  studi e nei suoi giochi d’incroci si scorge una traccia a lei familiare; le tracce lasciate sulle pareti,  nelle ore trascorse nel “clolieu” di Arno Stern, suo maestro  nello studio della “formulazione” di cui ne diventerà  “praticien”.

lui

Del suo lavoro scrive:” Il mio è puramente un gioco al quale dedico attenzione e dal quale traggo emozione

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Myver di Pietro Viero: I vetri, una passione…

WIRE
Designer: Matteo zorzenoni
Artigiano: Pietro viero (myver)

Wire nasce dalla volontà esplicita di valorizzare la grande qualità del lavoro artigianale. Il designer Matteo Zorzenoni dopo alcuni incontri con Piero Viero è rimasto colpito dalla sua grande abilità manuale. E da qui è partito per progettare Wire, concentrando la propria attenzione su elementi di decoro nella lavorazione del vetro: i tondini, cilindri di vetro che spesso Viero usa per abbellire i propri prodotti dopo averli soffiati.

L’intenzione del designer è di trasformare i tondini in un elemento strutturale del progetto per la realizzazione di oggetti tridimensionali di forme diverse.

wire

Il risultato è una collezione di complementi d’arredo che ricorda una griglia architettonica trasparente in grado di offrire una grande leggerezza. I tondini che singolarmente risulterebbero fragili, una volta saldati, diventano tralicci resistenti che possono creare molteplici prodotti. Per realizzare queste architetture di vetro è necessaria una grande abilità manuale, perché i singoli pezzi di vetro vanno saldati a mano uno per uno. Abilità che sarebbe impossibile riprodurre con la stessa qualità a livello industriale. Il ruolo di Viero è stato fondamentale, infatti solo grazie alla sua capacità e alla decennale esperienza si potevano ottenere lavorazioni così complesse.

wire3

Il progetto è stato selezionato e presentato al MACEF 2011, selezionato dalla rivista «Interni» per il numero speciale sul Salone del Mobile nella sezione realizzazioni in vetro.

 

SHINE
Designer: Merel Karhof
Artigiano: Pietro Viero (Myver)

Da settembre 2009 le lampade a incandescenza sono fuori mercato. E con loro anche la possibilità di disporre di luci colorate. Con molta nostalgia per un passato ormai archiviato, la designer Merel Karhof ha ideato delle lampade in pyrex esaltando la trasparenza e il colore di questo materiale. L’intento è di coprire la plastica delle lampade a basso consumo e fare emergere la bellezza della luce attraverso il vetro. Anche il filo elettrico è stato ricoperto da un intrecciato di seta che nei colori si sposa perfettamente con quelli della lampada.

vetro

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’artigiano del vetro, Pietro Viero, che ha realizzato con la tecnica della soffiatura i due elementi (lo stelo e l’applique) che compongono la lampada e che si incastrano l’uno sull’altro, senza giunture o saldature. Proprio al lavoro comune tra la designer e l’artigiano si deve la scelta del colore finale della lampada: il blu. Infatti, dopo numerose prove fatte soffiando colori scuri si è notato come il blu fosse allo stesso tempo coprente e uniforme per nascondere il bulbo della lampada a basso consumo.