Bea Barthes: qualità e divertimento!

LogoBBdiFF

Francesca Fasoli, la fondatrice dell’impresa Bea Barthes, ha da sempre avuto la passione per la moda e per il cucito: da piccola non frequentò l’asilo perché era spesso malata, per cui passava molto tempo con la nonna che la faceva imbastire, cucire e scucire sempre lo stesso fazzoletto.

Dopo questa gavetta ha iniziato a confezionare i vestiti per le proprie bambole, poi per sé stessa e per le proprie amiche; ha continuato nel corso degli anni a nutrire la passione per gli abiti e la moda.

Passati diversi anni, dopo gli interminabili studi di architettura arriva il primo bimbo maschio: nasce così in Francesca l’esigenza di vestitini e il profondo desiderio di vedere il suo bimbo in abiti colorati e divertenti, ma allo stesso tempo comodi e sicuri.

Comincia a prendere forma l’idea di un’impresa per produrre abiti per bambini così come vorrebbe per suo figlio: divertenti e contemporaneamente semplici e sicuri, con la consapevolezza che i vestitini da neonato e da bimbo hanno vita brevissima.

immxblog

I principi che Francesca segue per la lavorazione sono: la ricerca della qualità, la ricerca dell’innovazione tramite una importante fase di progettazione per ottenere modelli originali, il costo contenuto; questa filosofia viene riassunta perfettamente dal nuovo prodotto Bea Barthes, la Giocomaglia: maglietta personalizzabile direttamente da ogni bimbo come più piace!

immxblog1

Annunci

Lavgon, creatività e artigianalità

Laboratorio Lavgon è un laboratorio al femminile di sartoria creativa e artigianale che si discosta dalle logiche del grande mercato della moda.

Nasce nell’aprile del 2004 nella stalla di una vecchia cascina nei pressi di Pavia

Foto Lavgon

La linea di abbigliamento, accessori e complementi d’arredo è frutto di una continua rielaborazione di una stessa linea semplice e minimale interamente realizzata dalle donne del laboratorio Lavgon, Michela e le sue due figlie Lavinia, Carlotta.

Foto Lavgon 2

Fondamentale è la scelta dei tessuti, frutto di una minuziosa ricerca delle manifatture italiane che portano avanti la tradizione e la cultura del tessile Italiano, come le lane dell’Alto Adige, le sete di Como, i lini, canape e bamboo prodotti in Toscana, ma anche ricercando sempre un contatto diretto con le produzioni straniere, come le sete prodotte da una comunità di donne nel Laos e i tessuti Liberty di Londra.

Uno degli obiettivi di Lavgon è il recupero di attività artigianali: viene utilizzata la tecnica della tessitura manuale accostandola ad una sartoria creativa. Partendo dalla scelta dei tessuti si passa all’ideazione dei modelli, tagli semplici e minimali; con inserti e cuciture viene data forma al capo durante la realizzazione, é la creazione manuale che rende ogni pezzo unico ed esclusivo.

Foto Lavgon 3

Il riutilizzo del materiale di scarto della produzione permette la realizzazione di accessori ed inserti sui capi diminuendo l’impatto ambientale.

Non dando importanza alla proposta stagionale il capo è una continua rielaborazione di se stesso: pezzo unico nella tradizione del nuovo!

Nicoletta Fasani, sartoria creativa

Il marchio Nicoletta Fasani rappresenta un’eccellenza nell’ambito delle piccole realtà imprenditoriali; nasce ufficialmente nel 2010, ma da sempre la titolare ha avuto la passione per l’artigianalità: un nonno pasticcere e un nonno artigiano delle scarpe, fatte a mano e su misura, in tempo di guerra; una nonna sarta, autodidatta. In casa si è sempre respirata un’aria artigianale, di un sapere antico ma pratico e buono.

A Nicoletta viene naturale tagliare, cucire incollare; ma le piace anche progettare, pensare e inventare. Si laurea in Filosofia pur continuando a fare esposizioni, laboratori per ragazzi e adulti e inizia ad insegnare a cucire attraverso corsi rivolti a donne immigrate. Si iscrive ad un corso di orafo e il maestro inizia a farla lavorare su forme geometriche, rettangoli. E si apre un mondo. Decide di trasferire la geometria sugli abiti, sulle stoffe. Nasce così il marchio Nicoletta Fasani, legato al primo abito che presto riscuote successo: il BI-niki.

Il Bi-niki (che richiama il nome della titolare) è un abito componibile, in due mosse ci si sveste e ci si veste, unica eccezione alla proprietà commutativa: cambiando l’ordine delle parti del vestito il risultato cambia! È composto da due parti simmetriche, intercambiabili, così che giocando su materiali e colori diversi si ottiene eleganza (seta e organza), quotidianità (viscosa stampata e tinta unita) o essenzialità (cotone). Caratteristica fondamentale: taglia unica!

biniki jersey cotone

Dopo il Bi-niki la famiglia dei prodotti si è allargata, e ora comprende anche Tri-niki, Mono-niki, Frak-niki.

Frak-niki jerseylanafuori, cotone dentro

Video intervista a Nicoletta sui prodotti della sua impresa

La filosofia dell’impresa ruota intorno alla sostenibilità: per scelta Nicoletta produce in tempo reale, ovvero secondo la metodologia just in time, secondo cui occorre produrre solo ciò che si prevede di vendere in tempi brevi, riducendo enormemente i costi di immagazzinaggio, gestione e scarico di magazzino.

Alla base della filosofia del JIT qualsiasi scorta di materiale, semilavorato o prodotto finito è uno spreco, uno spreco di risorse economiche, finanziarie e un vincolo all’innovazione continua. Più il processo è “corto” nella somma dei processi di progettazione e di produzione (sommando i tempi di produzione e transito) e più l’industria con i suoi prodotti e servizi (inclusi prevendita e postvendita) è vincente.

E per rendere ancora più “eco” la sua azienda, Nicoletta ha inventato anche laboratori di “scartoria”, dove insegna ad adulti e bambini come riusare gli scarti di produzione per creare splendidi accessori.

Tshirt cotone, sciarpa lana

“Mi piace pensare che la mia laurea si intreccia come trama e ordito nella mia vita, e forse filosofia non è amore del sapere ma passione del filo!”