“L’impresa Moda Responsabile”: quando la moda produce valore

Oggi alle 19.00 presso la sede di CNA Milano in via Savona 52, all’interno dell’allestimento per il Fuorisalone, verrà presentato il libro “L’impresa Moda Responsabile”, ed. Egea 2013, insieme agli autori Francesca Romana Rinaldi e Salvo Testa.

Un viaggio esplorativo sui legami tra moda e responsabilità d’impresa: con questa intenzione si dipana il percorso del libro. L’idea di fondo è che anche per le aziende del settore fashion l’equilibrio di lungo termine possa essere raggiunto solo integrando obiettivi economici di breve – irrinunciabili per la remunerazione di capitale e lavoro – con altri, non economici ma capaci di generare valore, che fanno riferimento al rapporto con l’ambiente, la società, la cultura, l’arte e il territorio, i media, le istituzioni, la legislazione e soprattutto la dimensione etica.

La tesi si inserisce nel dibattito sul ruolo sociale dell’impresa, alla luce del fallimento di un modello di sviluppo che ha posto enfasi esclusivamente sui risultati finanziari immediati, a scapito di ogni attenzione alla compatibilità con il contesto ambientale e sociale.

Nella moda stiamo assistendo ora assistendo a quanto si è già verificato nel settore enogastronomico: prodotti artigianali e di alta qualità stanno cambiando radicalmente il modello di consumo, con un ritorno a valori, significati e metodi di produzione dell’era preindustriale, senza nostalgie per il passato ma anzi incorporando nel prodotto, nella comunicazione e nella distribuzione nuove tecnologie e nuove esigenze, immateriali ed emozionali, in grado di generare utili.

Vi aspettiamo numerosi!

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Bea Barthes: qualità e divertimento!

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Francesca Fasoli, la fondatrice dell’impresa Bea Barthes, ha da sempre avuto la passione per la moda e per il cucito: da piccola non frequentò l’asilo perché era spesso malata, per cui passava molto tempo con la nonna che la faceva imbastire, cucire e scucire sempre lo stesso fazzoletto.

Dopo questa gavetta ha iniziato a confezionare i vestiti per le proprie bambole, poi per sé stessa e per le proprie amiche; ha continuato nel corso degli anni a nutrire la passione per gli abiti e la moda.

Passati diversi anni, dopo gli interminabili studi di architettura arriva il primo bimbo maschio: nasce così in Francesca l’esigenza di vestitini e il profondo desiderio di vedere il suo bimbo in abiti colorati e divertenti, ma allo stesso tempo comodi e sicuri.

Comincia a prendere forma l’idea di un’impresa per produrre abiti per bambini così come vorrebbe per suo figlio: divertenti e contemporaneamente semplici e sicuri, con la consapevolezza che i vestitini da neonato e da bimbo hanno vita brevissima.

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I principi che Francesca segue per la lavorazione sono: la ricerca della qualità, la ricerca dell’innovazione tramite una importante fase di progettazione per ottenere modelli originali, il costo contenuto; questa filosofia viene riassunta perfettamente dal nuovo prodotto Bea Barthes, la Giocomaglia: maglietta personalizzabile direttamente da ogni bimbo come più piace!

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Bronzo Mirè: la mia attività frutto di una casualità…

Tutto merito del sovrappeso… Come ogni donna che ha una scarpa per ogni vestito, anche l’anno passato decido, contro ogni logica aeroportuale, di riempire la valigia di un numero, a mio avviso equo, di scarpe irrinunciabili. Dopo aver trascinato il prezioso e carico fino al check-in con il sorriso sulle labbra, tipico di chi parte per una località esotica, e depositato la valigia sulla pesa luccicante, scopro con simulato stupore di essere significativamente in sovrappeso. Sovrappeso io!… l’hostess, smaliziata e sorridente, lei, e mi comunica il costo della mia vanità… e mentre pago il “sovrapprezzo peso bagaglio” penso che con quella cifra avrei potuto comprarmi un altro paio di scarpe!

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Ecco come, parlando con il mio compagno di viaggio e di vita, su un aereo verso le meritate ferie, un ironico “cominciamo bene” si trasforma nell’idea Bronzo Miré. Una scarpa per ogni vestito, occasione, sensazione con pratici Clap che porti sempre con te: dalla valigia, alla borsetta, per soddisfare in qualsiasi momento la tua voglia di cambiamento senza sentirti dire che sei in sovrappeso.

Erasmo Fiorentino: vestiti eleganti e non solo…

Erasmo Fiorentino, di origine pugliese e con alle spalle una famiglia di artigiani ( madre magliaia e padre fabbro) ha fatto molta strada dal quel lontano 2004 in cui vinse il suo primo concorso per giovani stilisti. Nel 2007 inizia a coltivare particolare attenzione dedicando molta energia al settore degli abiti da sposa, che ben presto diventano il vero trampolino di lancio e palcoscenico per i suoi capi moda. Per affinare le sue conoscenze e capacità sartoriali nel 2010 a Milano segue il corso di specializzazione all’Accademia di Moda, corso che lo porterà a collaborare per alcune aziende italiane. Ma è con un’azienda svizzera che Erasmo trova il suo vero successo, arrivando a ricoprire il ruolo di stilista- Direttore Artistico. Oggi Erasmo è un Fashion Designer con tanto spirito e carisma, ma soprattutto con tante idee da sviluppare nel futuro.

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L’azienda, nata nel 2002, si è negli anni dedicata con passione agli abiti da sera dove Erasmo può liberamente dare sfogo alla sua creatività;  di solito le collezioni Haute Couture sono fatte principalmente da abiti da sera dove l’abilità dell’artigiano viene impiegata a 360 gradi, studiati e curati nel dettaglio, scegliendo tessuti pregiati come sete, duchesse, georgette e dettagli di ricami di cristalli e pietre preziose che nei miei lavori non mancano mai.

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Le collezioni di Erasmo nascono sempre da un’ ispirazione che prende forma in modelli, poi si passa alla realizzazione dei cartamodelli e delle relative tele per lo sdifettamento, il taglio del modello nei tessuti originali e quindi la confezione del capo e i rispettivi ricami.

Erasmo non si dedica esclusivamente alla creazione di vestiti, al contrario ha ampliato la sua produzione e si  è specializzato anche nel settore degli accessori, creando orecchini e collane da abbinare ai suoi meravigliosi vestiti.

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Rue des enfants, stile e classe francese a Milano

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L’azienda Rue des enfants nasce nel luglio 2012: Geraldine e Alexandra decidono di acquisire la boutique in via Lanzone, dove vengono progettati e successivamente venduti vestiti per bambini, subentrando alla ex titolare, la quale aveva creato il marchio Matilda e che tutt’ora produce la collezione.

Le due ragazze sono entrambe francesi, di Tolosa e di Lille, ma si conoscono in Italia, a Milano; hanno alle spalle studi di fashion design a Parigi ed esperienze come designer in società italiane.

La decisione di cominciare questa avventura nasce dall’amore per il mondo dei bambini, che conserva sempre un’atmosfera fiabesca, quasi magica; e anche la creatività è appagata: disegnare e progettare vestiti per bambini richiede più lavoro di ricerca, poiché il prodotto non solo deve essere bello ma anche confortevole per i piccoli e pratico per le mamme.

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Geraldine e Alexandra scoprono così che questo lavoro permette di dare libertà alla parte più creativa, anche perché non si devono rigorosamente seguire gli schemi e le tendenze della moda classica.

Stiliste, modelliste, gestrici delle collezioni, ora anche commercianti: le due ragazze conoscono tutti i passaggi della filiera, dal disegno alla vendita con il rapporto diretto con i clienti; viene così garantito non solo un ottimo rapporto qualità/prezzo, ma anche la cura degli acquirenti, che vengono coccolati nella bellissima boutique.

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Una parte importante riguarda la scelta dei tessuti: loro stesse selezionano e ricercano i tessuti con cui produrre i capi, ricercando dettagli che fanno la differenza e rappresentano il loro marchio di fabbrica.

Lavgon, creatività e artigianalità

Laboratorio Lavgon è un laboratorio al femminile di sartoria creativa e artigianale che si discosta dalle logiche del grande mercato della moda.

Nasce nell’aprile del 2004 nella stalla di una vecchia cascina nei pressi di Pavia

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La linea di abbigliamento, accessori e complementi d’arredo è frutto di una continua rielaborazione di una stessa linea semplice e minimale interamente realizzata dalle donne del laboratorio Lavgon, Michela e le sue due figlie Lavinia, Carlotta.

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Fondamentale è la scelta dei tessuti, frutto di una minuziosa ricerca delle manifatture italiane che portano avanti la tradizione e la cultura del tessile Italiano, come le lane dell’Alto Adige, le sete di Como, i lini, canape e bamboo prodotti in Toscana, ma anche ricercando sempre un contatto diretto con le produzioni straniere, come le sete prodotte da una comunità di donne nel Laos e i tessuti Liberty di Londra.

Uno degli obiettivi di Lavgon è il recupero di attività artigianali: viene utilizzata la tecnica della tessitura manuale accostandola ad una sartoria creativa. Partendo dalla scelta dei tessuti si passa all’ideazione dei modelli, tagli semplici e minimali; con inserti e cuciture viene data forma al capo durante la realizzazione, é la creazione manuale che rende ogni pezzo unico ed esclusivo.

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Il riutilizzo del materiale di scarto della produzione permette la realizzazione di accessori ed inserti sui capi diminuendo l’impatto ambientale.

Non dando importanza alla proposta stagionale il capo è una continua rielaborazione di se stesso: pezzo unico nella tradizione del nuovo!

Fior di Bebè: sognato in Italia, fatto a mano con amore in Italia

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Fior di Bebè nasce da un sogno da sempre coltivato del fondatore, Attilio Celozzi: creare qualcosa di utile per dare valore a un momento importante.

L’idea nasce due anni fa, quando si rende conto che sul mercato non esisteva un prodotto originale, romantico e di altissima artigianalità per dare il benvenuto al mondo ai bambini. Ecco allora che nasce Fior di Bebè: raffinati capi d’abbigliamento per neonati, abilmente arrotolati e confezionati a mano, combinati per far sì che diventino un packaging innovativo.

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Il modello imprenditoriale scelto prevede la creazione e la produzione dei capi in Italia: da qui deriva la dicitura “sognato in Italia, fatto a mano con amore in Italia”.

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L’aspirazione è quella di ridare valore al lavoro artigiano: fin dall’inizio Fior di Bebè ha perseguito l’obiettivo di realizzare un prodotto unico di altissima qualità che potesse rispecchiare e valorizzare la bellezza dell’Italia e del Made in Italy.

La filosofia dell’impresa è riassunta nella frase “Per ripartire il nostro paese deve cominciare da quello che sa fare meglio”: i punti fermi del Made in Italy, ovvero la qualità del prodotto, la competenza delle persone che lo realizzano, la creatività che solo un popolo come il nostro può avere.

Il brand Fior di Bebè vuole creare valore nel tempo, perché crede fermamente non solo nell’Italia, ma anche nei suoi principi: l’importanza della famiglia, la valorizzazione delle nascite, il dare opportunità ai giovani che sono il futuro.

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Nicoletta Fasani, sartoria creativa

Il marchio Nicoletta Fasani rappresenta un’eccellenza nell’ambito delle piccole realtà imprenditoriali; nasce ufficialmente nel 2010, ma da sempre la titolare ha avuto la passione per l’artigianalità: un nonno pasticcere e un nonno artigiano delle scarpe, fatte a mano e su misura, in tempo di guerra; una nonna sarta, autodidatta. In casa si è sempre respirata un’aria artigianale, di un sapere antico ma pratico e buono.

A Nicoletta viene naturale tagliare, cucire incollare; ma le piace anche progettare, pensare e inventare. Si laurea in Filosofia pur continuando a fare esposizioni, laboratori per ragazzi e adulti e inizia ad insegnare a cucire attraverso corsi rivolti a donne immigrate. Si iscrive ad un corso di orafo e il maestro inizia a farla lavorare su forme geometriche, rettangoli. E si apre un mondo. Decide di trasferire la geometria sugli abiti, sulle stoffe. Nasce così il marchio Nicoletta Fasani, legato al primo abito che presto riscuote successo: il BI-niki.

Il Bi-niki (che richiama il nome della titolare) è un abito componibile, in due mosse ci si sveste e ci si veste, unica eccezione alla proprietà commutativa: cambiando l’ordine delle parti del vestito il risultato cambia! È composto da due parti simmetriche, intercambiabili, così che giocando su materiali e colori diversi si ottiene eleganza (seta e organza), quotidianità (viscosa stampata e tinta unita) o essenzialità (cotone). Caratteristica fondamentale: taglia unica!

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Dopo il Bi-niki la famiglia dei prodotti si è allargata, e ora comprende anche Tri-niki, Mono-niki, Frak-niki.

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Video intervista a Nicoletta sui prodotti della sua impresa

La filosofia dell’impresa ruota intorno alla sostenibilità: per scelta Nicoletta produce in tempo reale, ovvero secondo la metodologia just in time, secondo cui occorre produrre solo ciò che si prevede di vendere in tempi brevi, riducendo enormemente i costi di immagazzinaggio, gestione e scarico di magazzino.

Alla base della filosofia del JIT qualsiasi scorta di materiale, semilavorato o prodotto finito è uno spreco, uno spreco di risorse economiche, finanziarie e un vincolo all’innovazione continua. Più il processo è “corto” nella somma dei processi di progettazione e di produzione (sommando i tempi di produzione e transito) e più l’industria con i suoi prodotti e servizi (inclusi prevendita e postvendita) è vincente.

E per rendere ancora più “eco” la sua azienda, Nicoletta ha inventato anche laboratori di “scartoria”, dove insegna ad adulti e bambini come riusare gli scarti di produzione per creare splendidi accessori.

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“Mi piace pensare che la mia laurea si intreccia come trama e ordito nella mia vita, e forse filosofia non è amore del sapere ma passione del filo!”

Santa Clara: stile senza tempo

Santa Clara Milano è un brand di calzature artigianali nato durante un viaggio a Cuba del fondatore, Andrea Zavattarelli: l’idea sorge quasi per gioco, nella cittadina di Santa Clara.

L’ispirazione è nata apprezzando la fattura artigianale e la cura riposta nella confezione dei famosi sigari cubani che impegna profili super specializzati che lavorano il prodotto interamente a mano.

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L’idea è quella di trasferire questo amore nel settore delle calzature realizzando un mondo antico e perduto nella società moderna, dove buona parte dei prodotti viene realizzata in serie, in maniera meccanica e automatizzata, e dove spesso l’impatto ambientale e sociale dell’impresa è ampiamente trascurato.

La passione per il mondo delle calzature e l’estrazione professionale del fondatore hanno dato il via ad un progetto che è in cantiere da circa un anno, e che comincia ora a concretizzarsi

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I valori su cui si fonda il marchio Santa Clara sono: l’artigianalità, lo stile senza tempo, il Made in Italy e l’attenzione per il sociale.

L’approccio con il quale l’azienda vuole posizionarsi sul mercato punta in maniera importante al digitale, con una attenzione particolare al mondo dei social network: si realizza in questo modo un connubio tra un prodotto senza tempo, carico dei valori dell’artigianalità, e il mondo moderno, rappresentato dalle nuove tecnologie: l’artigianato incontra il digitale.

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Tutto viene rigorosamente prodotto in Italia, con materiali italiani; questo amore per il “fare bene” e con passione si coniuga anche nell’impegno sociale, infatti parte integrante della mission di Santa Clara è il supporto del progetto no-profit “Stand Up for African Mothers” di AMREF tramite la donazione di parte dei ricavi derivati dalla vendita.

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Cadò: ogni cervello ha il suo cappello

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Cadò è  l’azienda creata da Dorina Camusso, attiva nel campo della moda etica.

Dorina Camusso, designer, ha lavorato per 26 anni nel campo dell’industrial design. La curiosità e la voglia di cimentarsi in nuove esperienze l’hanno sempre condotta in più settori del campo della progettazione, dall’industrial al graphic design, dallo studio dei Trends al Color & Texture design, e ancora metaprogetti di ricerca, mostre e allestimenti.

Questa di CADO’ rappresenta quindi una nuova sfida in un campo, quello della moda, approcciato più da progettista che da stilista: dal 2007, sfruttando le caratteristiche peculiari dei materiali, progetta e realizza cappelli pensati come oggetti e non come semplici accessori.

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I cappelli sono il risultato di sperimentazione e di progettazione, un lavoro pensato e disegnato, ma principalmente fatto manualmente attraverso il taglio e la cucitura direttamente sul modello tridimensionale.

Ispirati dalla storia del costume, della moda e dell’arte, combinano novità con un pizzico di ironia e sono pensati per essere comodi da portare sulla testa e … in tasca.

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Negli anni, alle collezioni invernali ed estive di cappelli, si sono aggiunti altri accessori come piccoli capi spalla (ponci, mantelle, stole), borse, guanti, gioielli.

Per la confezione Dorina collabora con 2 sarte che tagliano e cuciono a macchina, mentre lei produce i prototipi e i cartamodelli, e cuce a mano i pezzi che non si possono che realizzare in questo modo.

La commistione di colori e materiali è il filo conduttore di tutte le collezioni. Producendo cose molto differenti tra loro vengono utilizzate molte tecniche.

Video intervista a Dorina

I materiali prediletti sono: lane cotte, feltro, jersey in A/I e per la P/E cotoni, lini, paglia e plexiglass tutti di produzione italiana.

Dorina cerca anche di ottimizzare al massimo il taglio dei tessuti e dei materiali, ma quando non è possibile gli scarti vengono riutilizzati, anche inventando dei progetti ad hoc, come per esempio tutta la collezione di gioielli in paglia e in paglia e plexi.

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