Sergio Paolin e Matteo Cibic: il ri-cuoio

Il designer Matteo Cibic è partito, per questo progetto, dal materiale: il ri-cuoio, il cuoio riciclato e pressato, brevettato da Sergio Paolin di Arbos. Sulla base di questo materiale, il designer ha deciso di sviluppare una collezione di oggetti da viaggio ispirati al mondo aereonautico militare russo degli anni settanta.

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La razionalità cui questi prodotti rimandano non è solo una questione estetica, il progetto è pensato per ridurre al minimo il numero delle lavorazioni e tagliare il cuoio con un unico stampo.
Il dettaglio della verniciatura superficiale serve a creare un disturbo visivo e a nascondere  eventuali deterioramenti dovuti all’uso intensivo del materiale.

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La realizzazione della collezione ha richiesto una stretta collaborazione  tra il designer e l’artigiano. Per arrivare a un prodotto classico, ma contemporaneo con una chiusura a elastico, e le giuste proporzioni e dimensionamenti, Sergio Paolin ha realizzato molti prototipi fino a trovare il giusto equilibrio di forma.

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L’augurio di Matteo Cibic e di Sergio Paolin è di vedere presto la cartellina sottobraccio a un businessman nella City di Londra.

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Antonio Bonaldi e le collaborazioni con diversi designer danno vita a ceramiche innovative…

Nome del prodotto: PILA
Designer: Zaven

Il progetto nasce dalla fascinazione per le eterogenee pile di libri, dischi e riviste che, senza quasi rendercene conto, si formano sui tavoli. I designer Zaven sono sempre rimasti colpiti dall’equilibrio incerto e fragile di queste strutture. All’inizio i designer pensavano di utilizzare queste pile per progettare un’alzata o degli oggetti per la tavola, ma poi parlandone questa soluzione non li aveva convinti perché non riusciva a dare l’idea di movimento che volevano trasmettere. Osservando da vicino il maestro ceramista Antonio Bonaldi e il suo lavoro al tornio hanno deciso di disegnare dei vasi.

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Hanno tentato di ricreare il fragile equilibrio delle pile sovrapponendo eccentricamente dischi di argilla dalla finitura e dalle dimensioni diverse, componendo forme che sembrano descritte dal movimento del tornio stesso. Il risultato sono vasi che ricreano l’effetto di dinamismo e di instabilità tipiche delle pile, sia pure attraverso un materiale solido come la ceramica. Ogni cilindro che compone Pila è stato lavorato con una finitura differente per esaltarne la diversità. Gli Zaven e Bonaldi si sono divertiti assieme nell’utilizzare tutti gli strumenti disponibili in bottega (chiodi, viti, spugne, spazzole, spatole ecc.) per definire delle texture innovative sul materiale.

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I vasi hanno ottenuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Sono stati presentati a 100% Design a Londra, al Salone del Mobile 2011 all’interno della mostra «D+A»; sono stati premiati al MACEF 2011 ed esposti nella galleria Browning di Asolo. I designer e l’artigiano hanno deciso di portare avanti il progetto e di passare dal prototipo alla realizzazione di tirature limitate per la vendita.

Nome del prodotto: THROWN POTTERY
Designer: Lucia Massari

La tecnica del tornio in lingua inglese viene chiamata thrown pottery ovvero ceramica lanciata, dal momento in cui una palla di creta viene letteralmente lanciata sul disco che ruota su un perno osso dai piedi del vasaio. Proprio su questa idea del lancio di un materiale tanto malleabile ed elastico come la ceramica non ancora cotta, la designer Lucia Massari ha iniziato a elaborare il proprio progetto. In collaborazione con l’artigiano Antonio Bonaldi, ha deciso di dare vita a una collezione di vasi in argilla nera “lanciati” perpendicolarmente da diverse altezze, da 10 centimetri fino ad arrivare a 1 metro. L’obiettivo del lavoro era produrre delle forme innovative dettate non dalla matita del designer, ma dalla forza di un fattore esterno, in questo caso la gravità. La conoscenza approfondita di Antonio Bonaldi della materia prima e dei processi di lavorazione ha reso possibile il progetto. Da questo punto di vista, fondamentale è stata la scelta di una ceramica sufficientemente elastica da sostenere le deformazioni dovute alla caduta.

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Nome del prodotto: REGALINE
Designer: Crea 87

È un oggetto fatto come le ceramiche “serie” di una volta – spiega Stefano Bertoncello, uno dei creatori – e quindi in estinzione. Ogni gallina è creata singolarmente in modo artigianale: Antonio Bonaldi le tira su al tornio, io e Antonio Visentin le chiudiamo e aggiungiamo la cresta, poi aspettiamo che si asciughino e le mettiamo in forno. Una volta cotte vengono maiolicate e poi tutti e tre le decoriamo. Ogni gallina, quindi, è un pezzo unico. Del resto le galline sono una diversa dall’altra».

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LA CREAZIONE. Il singolare prodotto nasce non da un’azienda esistente, ma dall’incontro di tre appassionati, che hanno creduto nel nuovo progetto, fondando nel Bassanese Crea87. «Abbiamo ripreso il boccale (caraffa) per servire il vino, che sta scomparendo, rendendolo però artistico per dare valore alla ceramica e sta andando bene, anche in un momento di crisi per il settore della ceramica».

Lideo: l’ambiente deve rispecchiare chi lo vive…

L’azienda LideoArreda è stata fondata dai nostri genitori negli anni ’70 e i tre figli che ne sono entrati a far parte dopo aver completato gli studi, l’hanno rilevata nel 2010.

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L’attività è iniziata in modo molto naturale quasi per gioco poiché i nostri genitori ci coinvolgevano fin da piccoli spiegandoci il perché dei colori e i profumi dei legni e tanti particolari che fanno parte di questo mestiere.

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LideoArreda si occupa in prevalenza di arredamento per interni, ma può soddisfare l’arredamento anche  per uffici o per esterni.

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Il pezzo forte di questa azienda è la personalizzazione del prodotto realizzato nei  diversi materiali presenti sul mercato con le lavorazioni più adatte alla sua valorizzazione, mentre il nostro modus operandi mette al primo posto la soddisfazione del cliente, applicando tutte le risorse necessarie al fine dell’ottenimento.

Quello che noi vogliamo comunicare è che L’ambiente deve rispecchiare l’anima di chi lo vive.

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Se parliamo di commercio e visibilità all’estero, l’ azienda ha già lavorato con Svizzera, Francia e Germania, ma nell’ottica di internazionalizzazione è aperta a diversi mercati.

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Ciò che ci auguriamo partecipando a questo evento è quello di avere maggiore visibilità in un contesto comune a diverse categorie.

Rodighiero: il Design supera i limiti…Il concetto di standard non esiste…

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Lo studio Rodighiero Associati era inizialmente una società di servizi e consulenze nel 1996. L’esperienza e la professionalità trentennale di Giovanni Rodighiero, unita alla competenza e al giovane talento dell’architetto Massimo Rodighiero e del designer Francesco Rodighiero, ha consentito allo studio di ottenere, nel tempo, importanti riconoscimenti e recensioni sino a farne una realtà affermata nel campo della progettazione.

Tra i vari prodotti elaborati, si trovano due eccellenze:

La prima è Flight, un lavabo dalla straordinaria portata innovativa nel mondo del Bathroom Design che grazie a un design accessibile e contemporaneo è in grado di rispondere alle esigenze di tutti, ideale per ambienti fruibili anche da persone con disabilità motorie. Finalmente si volta pagina per considerare la disabilità come normalità mediante uno stile moderno che rivoluziona la vecchia estetica dei bagni per disabili, per dire addio per sempre alle discriminazioni. Flight è la dimostrazione di come il Design for All conquisti finalmente un posto di prestigio nel panorama nazionale e internazionale. Questo progetto rappresenta il perfetto connubio fra design esclusivo e straordinaria innovazione che consente di andare oltre le barriere, per rendere agevole e semplice l’utilizzo a tutti e in particolare alle persone con difficoltà motorie.

La seconda,che lo studio mostrerà al Fuorisalone 2013, anch’esso appartenente alla schiera degli oggetti dal design innovativo, è Dondò, un dondolo per bambini dal design ricercato. É una figura da leggere, forse una lumaca o una farfalla. C’è quindi spazio per l’interpretazione che dialoga con il concetto di riparo, casa, rifugio. La protezione, o lo spazio nello spazio (possibilmente personale), è un elemento spesso presente nei giochi per bambini.

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Plastic Consult – Materioteca®: sapersi inventare o re-inventare un mestiere…

Essere artigiano oggi non significa lavorare usando soltanto le proprie mani ma piuttosto vuol dire avere una attività dove il fattore umano è più importante del fattore macchina. Quindi possedere quella flessibilità, quella capacità di adattamento e trasformazione che (almeno per il momento) le macchine non hanno.

Essere un artigiano di successo nel mondo globale moderno significa anche sapersi inventare o re-inventare un mestiere. E ogni giorno, come i leoni e le gazzelle della savana, correre più degli altri. Per mantenere la soglia delle proprie innovazioni sempre fuori dalla portata degli imitatori. E così rimanere in vita.

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Plastic Consult è una micro impresa di servizi (www.plasticconsult.it) che nel corso degli anni si è inventata molti mestieri. Compreso l’attività denominata “Materioteca®”, struttura di supporto alla filiera del progetto, a cui fornisce gratuitamente aggiornamento sul vastissimo universo dei materiali polimerici sintetici e naturali attraverso vari canali: workshop, newsletter, sito (www.materioteca.com), mostre temporanee come quella proposta, fiere dedicate ai progettisti e una esposizione permanente (la cui sede è attualmente in ristrutturazione e la inaugurazione avverrà dopo la Design Week 2013).

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Plastic Consult è quindi frutto dell’evoluzione ma nel contempo promotrice di evoluzione e, con Materioteca® e le sue mostre, vetrina di artigiani che hanno saputo evolversi.

Al Fuorisalone 2013 organizzato presso CNA Milano in Via Savona 52, Materioteca presenta la mostra “Fare leggero eco-eco” (economicamente ed ecologicamente sostenibile), una selezione di manufatti e semilavorati in materia plastica per raccontare il “progettare leggero” che, da sempre, ha rappresentato per il design terreno fertile di sperimentazione.

Tutti i materiali e/o gli oggetti, assolutamente innovativi, sono prodotti da PMI italiane.

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Di seguito un video a testimonianza del progetto “Fuori di Design” presentato al Fuorisalone 2012, in cui un gruppo di giovani talentuosi designer ha esposto i suoi progetti innovativi.

https://www.youtube.com/watch?v=n52r0qwmJg4&playnext=1&list=PL372A21A9DB405897&feature=results_video

Pikta: l’artigianato e la contemporaneità…

Innamorata dell’espressionismo astratto americano e con sperimentazioni di pittura informale in attivo, un giorno al Mi Art di Milano sono rimasta incantata davanti a una grande tela interamente ricoperta di stucco lavorato a onde. Grezza, senza colori. Si è aperto davanti a me un nuovo mondo.

A casa avevo un vecchissimo mobile da buttare e ho pensato di trattarlo come una tela, di caratterizzarlo con un’immagine materica, ricoprirlo di stucco, disegnare forme e segni con spatole e pettini e poi dipingerlo. Dall‘idea, alla realizzazione. Era perfetto. Ora, come proteggere i colori? Sapevo dell’esistenza della resina come ausilio alla pavimentazione. E così ho seguito, unica donna in un gruppo di muratori, un corso di posa. Poi ho rivestito il mobile. Il risultato è stato eccellente. In questo modo è nata la “mia” tecnica che è oggi il progetto PIKTA .

Siamo ai confini tra design e pittura. Con la forza materica dello stucco, il colore e la resina. É l’invenzione di un segno che arreda, unita alla passione dell’unicità, frutto di una ricerca esclusiva.

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LE TRE FASI DEL MIO LAVORO

PENSO

Ogni progetto è un lavoro in divenire, sempre diverso. Da ciascuna richiesta nasce una nuova sfida che muove la mia voglia di sperimentare e che passa attraverso la ricerca degli abbinamenti di colore, in linea con le proposte che la moda milanese propone in quel momento, di nuovi segni materici distintivi, nuovi supporti di arredo di design in linea con la casa che dovrà ospitare l’oggetto.

La forma ispira il colore. Il mobile su cui mi è stato chiesto di lavorare o che ho deciso di decorare già “parla” di come vuol essere trattato; è uno spazio libero per la creatività.

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 CREO

Tratto il mobile come se fosse una tela, da caratterizzare con un’immagine materica, ricoprire di  stucco, disegnare con spatole e pettini e poi dipingere, in una sorta di espressionismo astratto. Parto da un movimento interiore: lascio che il colore si espanda e conquisti la superficie, modificando a pennellate, con dettagli irripetibili, ogni singolo mobile, rendendolo diverso dagli altri, per esprimere una varietà di stati d’animo e adattarsi a qualsiasi spazio, arredamento antico o contemporaneo, al mood di qualsiasi habitat, sia privato che pubblico e, soprattutto, di chi lo abita.

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FIRMO

Quest’opera d’arte non canonica di decorazione materica come elemento distintivo, pittura informale come elemento decorativo, e rivestimento in resina come elemento di solidità,impermeabilità, lucentezza, “freschezza” e durata nel tempo, è anti industrial-design. È il contrario del multiplo e, per questo, ogni pezzo da me creato è firmato. La mia idea è quella di dare importanza non solo alla forma e al disegno dell’oggetto o del manufatto, ma soprattutto a ciò che lo riveste e lo rende unico.

Produco opere Pikta “Made in Milano” ed espongo in una bottega artigianale dove si possono seguire le fasi di creazione e realizzazione delle singole opere. In tempi in cui si ricicla, si riatta e si riusa, io progetto elementi ex novo o ridisegno vecchi mobili, ai confini fra design e pittura a Milano, in via Canonica, 9.

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Tra stucchi e colori, mobili finiti e in lavorazione, in atelier si respira la giusta atmosfera per pensare e ideare un mobile personale, con colorazioni e decorazioni che entreranno nel proprio ambiente dandogli un tocco di personale unicità. Il pezzo d’arredo industriale scelto, nelle mie mani, si trasformerà in un mobile artigianale esclusivo, fatto su misura per la casa e il gusto di chi me l’ha commissionato.

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Officina Nava: lavorazione dei metalli e design innovativo danno vita a sculture moderne…

Nava Snc è un’azienda a conduzione familiare, composta dai fratelli Valerio e Carlo con più di 50 anni di attività e due generazioni che si susseguono.

La lavorazione del ferro si evidenzia dalle piccole riparazioni ai lavori più complessi, sempre su misura e con attenzione alla qualità del servizio. La forgiatura del ferro rimane il punto forte della tradizione: dal Papà che ne ha fatto una vera arte con lavori classici a noi che mantenendo la forgiatura con fucina a carbone si è arrivati a realizzare delle sculture e lavori su disegno.

Con l’esperienza degli anni si è introdotto l’uso di diversi metalli come il rame, l’ottone e l’acciaio inox per la realizzazione delle opere.

Una tecnica particolare è diventata il dare forma a lamiere di ferro sia a caldo che a freddo oppure scolpire blocchi di ferro mediante smerigliatura, dando forma al materiale. La ricerca della modernità e le tematiche di attualità danno valore al lavoro in modo particolare alle sculture.

Per il Fuorisalone 2013 l’azienda presenterà l’oggetto dal nome “Il Volo”, una scultura in ferro, rame, ottone e acciaio inox, dove il ferro lavorato prende una particolare forma nello spazio. Inoltre, l’uso dei diversi metalli con i loro diversi colori naturali danno un particolare senso di movimento alla scultura.

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L’azienda vanta alcuni riconoscimenti come l’attestato del comune di Vimodrone che nel 150° anniversario della Nazione ha assegnato come attività produttiva presente sul territorio da più di 25 anni e la partecipazione alla rassegna della BIENNALE EUROPEA D’ARTE FABBRILE tenutasi a Stia ( Arezzo) nel 2011.