Celsius 1063: La valorizzazione di un semplice metallo..

Il Laboratorio Orafo CELSIUS 1063 nasce a Milano nel 1994 ed il suo nome si ispira ad una delle attività che è alla base della produzione di gioielli, cioè la lavorazione dell’oro: 1063°C è infatti la temperatura di fusione dell’oro puro.

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Il titolare, Antonio Casabona, è specializzato in Arte Orafa e la sua passione per questo mestiere nasce da un’innata capacità creativa e attitudine al disegno, affiancate ad un’abile manualità e cura del particolare. Antonio disegna e realizza personalmente tutti i gioielli prodotti nel suo laboratorio, che si distinguono per il design raffinato, elegante ed esclusivo. Utilizzando le tecniche di lavorazione della tradizione orafa italiana realizza prevalentemente pezzi unici, gioielli originali e non convenzionali.

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Il suo progetto GARD (Gioielli Artigianali Realizzati su Disegno) rappresenta pienamente il senso della sua attività: partire da un’ispirazione, una sensazione, un disegno e trasformarli in un prezioso oggetto da indossare (www.desiderarte.it). Si tratta di un progetto nato dal desiderio di valorizzare questi gioielli unici e gli artigiani d’eccellenza capaci di produrli. È in cantiere la creazione di una rete di imprese “eccellenti” per sviluppare il progetto su tutto il territorio italiano.

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Nel 2007, Antonio Casabona ha ottenuto il Riconoscimento d’Eccellenza della Regione Lombardia per l’artigianato orafo artistico.

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“L’impresa Moda Responsabile”: quando la moda produce valore

Oggi alle 19.00 presso la sede di CNA Milano in via Savona 52, all’interno dell’allestimento per il Fuorisalone, verrà presentato il libro “L’impresa Moda Responsabile”, ed. Egea 2013, insieme agli autori Francesca Romana Rinaldi e Salvo Testa.

Un viaggio esplorativo sui legami tra moda e responsabilità d’impresa: con questa intenzione si dipana il percorso del libro. L’idea di fondo è che anche per le aziende del settore fashion l’equilibrio di lungo termine possa essere raggiunto solo integrando obiettivi economici di breve – irrinunciabili per la remunerazione di capitale e lavoro – con altri, non economici ma capaci di generare valore, che fanno riferimento al rapporto con l’ambiente, la società, la cultura, l’arte e il territorio, i media, le istituzioni, la legislazione e soprattutto la dimensione etica.

La tesi si inserisce nel dibattito sul ruolo sociale dell’impresa, alla luce del fallimento di un modello di sviluppo che ha posto enfasi esclusivamente sui risultati finanziari immediati, a scapito di ogni attenzione alla compatibilità con il contesto ambientale e sociale.

Nella moda stiamo assistendo ora assistendo a quanto si è già verificato nel settore enogastronomico: prodotti artigianali e di alta qualità stanno cambiando radicalmente il modello di consumo, con un ritorno a valori, significati e metodi di produzione dell’era preindustriale, senza nostalgie per il passato ma anzi incorporando nel prodotto, nella comunicazione e nella distribuzione nuove tecnologie e nuove esigenze, immateriali ed emozionali, in grado di generare utili.

Vi aspettiamo numerosi!

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Sergio Paolin e Matteo Cibic: il ri-cuoio

Il designer Matteo Cibic è partito, per questo progetto, dal materiale: il ri-cuoio, il cuoio riciclato e pressato, brevettato da Sergio Paolin di Arbos. Sulla base di questo materiale, il designer ha deciso di sviluppare una collezione di oggetti da viaggio ispirati al mondo aereonautico militare russo degli anni settanta.

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La razionalità cui questi prodotti rimandano non è solo una questione estetica, il progetto è pensato per ridurre al minimo il numero delle lavorazioni e tagliare il cuoio con un unico stampo.
Il dettaglio della verniciatura superficiale serve a creare un disturbo visivo e a nascondere  eventuali deterioramenti dovuti all’uso intensivo del materiale.

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La realizzazione della collezione ha richiesto una stretta collaborazione  tra il designer e l’artigiano. Per arrivare a un prodotto classico, ma contemporaneo con una chiusura a elastico, e le giuste proporzioni e dimensionamenti, Sergio Paolin ha realizzato molti prototipi fino a trovare il giusto equilibrio di forma.

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L’augurio di Matteo Cibic e di Sergio Paolin è di vedere presto la cartellina sottobraccio a un businessman nella City di Londra.

Bea Barthes: qualità e divertimento!

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Francesca Fasoli, la fondatrice dell’impresa Bea Barthes, ha da sempre avuto la passione per la moda e per il cucito: da piccola non frequentò l’asilo perché era spesso malata, per cui passava molto tempo con la nonna che la faceva imbastire, cucire e scucire sempre lo stesso fazzoletto.

Dopo questa gavetta ha iniziato a confezionare i vestiti per le proprie bambole, poi per sé stessa e per le proprie amiche; ha continuato nel corso degli anni a nutrire la passione per gli abiti e la moda.

Passati diversi anni, dopo gli interminabili studi di architettura arriva il primo bimbo maschio: nasce così in Francesca l’esigenza di vestitini e il profondo desiderio di vedere il suo bimbo in abiti colorati e divertenti, ma allo stesso tempo comodi e sicuri.

Comincia a prendere forma l’idea di un’impresa per produrre abiti per bambini così come vorrebbe per suo figlio: divertenti e contemporaneamente semplici e sicuri, con la consapevolezza che i vestitini da neonato e da bimbo hanno vita brevissima.

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I principi che Francesca segue per la lavorazione sono: la ricerca della qualità, la ricerca dell’innovazione tramite una importante fase di progettazione per ottenere modelli originali, il costo contenuto; questa filosofia viene riassunta perfettamente dal nuovo prodotto Bea Barthes, la Giocomaglia: maglietta personalizzabile direttamente da ogni bimbo come più piace!

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Bronzo Mirè: la mia attività frutto di una casualità…

Tutto merito del sovrappeso… Come ogni donna che ha una scarpa per ogni vestito, anche l’anno passato decido, contro ogni logica aeroportuale, di riempire la valigia di un numero, a mio avviso equo, di scarpe irrinunciabili. Dopo aver trascinato il prezioso e carico fino al check-in con il sorriso sulle labbra, tipico di chi parte per una località esotica, e depositato la valigia sulla pesa luccicante, scopro con simulato stupore di essere significativamente in sovrappeso. Sovrappeso io!… l’hostess, smaliziata e sorridente, lei, e mi comunica il costo della mia vanità… e mentre pago il “sovrapprezzo peso bagaglio” penso che con quella cifra avrei potuto comprarmi un altro paio di scarpe!

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Ecco come, parlando con il mio compagno di viaggio e di vita, su un aereo verso le meritate ferie, un ironico “cominciamo bene” si trasforma nell’idea Bronzo Miré. Una scarpa per ogni vestito, occasione, sensazione con pratici Clap che porti sempre con te: dalla valigia, alla borsetta, per soddisfare in qualsiasi momento la tua voglia di cambiamento senza sentirti dire che sei in sovrappeso.

Erasmo Fiorentino: vestiti eleganti e non solo…

Erasmo Fiorentino, di origine pugliese e con alle spalle una famiglia di artigiani ( madre magliaia e padre fabbro) ha fatto molta strada dal quel lontano 2004 in cui vinse il suo primo concorso per giovani stilisti. Nel 2007 inizia a coltivare particolare attenzione dedicando molta energia al settore degli abiti da sposa, che ben presto diventano il vero trampolino di lancio e palcoscenico per i suoi capi moda. Per affinare le sue conoscenze e capacità sartoriali nel 2010 a Milano segue il corso di specializzazione all’Accademia di Moda, corso che lo porterà a collaborare per alcune aziende italiane. Ma è con un’azienda svizzera che Erasmo trova il suo vero successo, arrivando a ricoprire il ruolo di stilista- Direttore Artistico. Oggi Erasmo è un Fashion Designer con tanto spirito e carisma, ma soprattutto con tante idee da sviluppare nel futuro.

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L’azienda, nata nel 2002, si è negli anni dedicata con passione agli abiti da sera dove Erasmo può liberamente dare sfogo alla sua creatività;  di solito le collezioni Haute Couture sono fatte principalmente da abiti da sera dove l’abilità dell’artigiano viene impiegata a 360 gradi, studiati e curati nel dettaglio, scegliendo tessuti pregiati come sete, duchesse, georgette e dettagli di ricami di cristalli e pietre preziose che nei miei lavori non mancano mai.

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Le collezioni di Erasmo nascono sempre da un’ ispirazione che prende forma in modelli, poi si passa alla realizzazione dei cartamodelli e delle relative tele per lo sdifettamento, il taglio del modello nei tessuti originali e quindi la confezione del capo e i rispettivi ricami.

Erasmo non si dedica esclusivamente alla creazione di vestiti, al contrario ha ampliato la sua produzione e si  è specializzato anche nel settore degli accessori, creando orecchini e collane da abbinare ai suoi meravigliosi vestiti.

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Cattivelli: manualità, tradizione e sapienza nell’uso delle mani e dell’ago in tempi moderni…

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La nostra attività  a conduzione famigliare è nata negli anni ’70 grazie all’intraprendenza della nonna materna la quale  da semplice sarta in casa aprì il nostro attuale laboratorio.

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L’ azienda ha sviluppato un’ esperienza pluridecennale nel settore della produzione di accessori per abbigliamento per la moda uomo/donna.

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I primi prodotti furono i “fazzoletti” da donna che tanto erano richiesti negli anni ’70.

In seguito, grazie alle capacità imprenditoriali e sartoriali della mamma, l’attività si è evoluta, sviluppando prodotti la cui manifattura richiedeva maggior ricercatezza ed una qualità decisamente elevata.

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Negli anni ’90, con l’occasione di firmare un contratto con un importante marchio dell’alta moda internazionale, abbiamo deciso di acquistare nuove tecnologie e di rivedere la scelta dei prodotti.

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Ad oggi, i prodotti che ci contraddistinguono sono accessori per abbigliamento maschile, quali papillons di vario genere, fasce da smoking e plastron  che rispondono alle esigenze di ogni cliente.  Produciamo inoltre cravatte, foulards, sciarpe e pochettes.

Grazie alla sapienza nell’uso delle mani e dell’ago che danno forma alle sete, talvolta miste ai lini e ai cotoni, produciamo piccoli “oggetti di valore” che danno pregio e personalità a chi li indossa, per arricchire serate speciali o per dare leggerezza e colore alla vita di tutti i giorni.

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La nostra clientela trova nel nostro laboratorio la certezza di un prodotto di qualità, basato su un’esperienza di lunga data, il rapporto umano sempre presente per soddisfare al meglio le esigenze del cliente, modelli e tessuti sempre aggiornati e prezzi competitivi rispetto all’alta qualità proposta.

Negli ultimi tempi, abbiamo preso coscienza che il mercato internazionale offre importanti sbocchi alle imprese italiane nel settore dell’abbigliamento e non solo. Pertanto da pochi mesi abbiamo iniziato una ricerca sui mercati esteri più adatti alla nostra azienda. I paesi ai quali ci rivolgiamo sono la Cina, e alcuni paesi dell’est, come la Polonia e la Russia.

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Il fatto di partecipare al Fuorisalone organizzato da CNA lo consideriamo una delle prime tappe di un progetto di lancio del nostro nuovo marchio CATTIVELLI.

Rue des enfants, stile e classe francese a Milano

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L’azienda Rue des enfants nasce nel luglio 2012: Geraldine e Alexandra decidono di acquisire la boutique in via Lanzone, dove vengono progettati e successivamente venduti vestiti per bambini, subentrando alla ex titolare, la quale aveva creato il marchio Matilda e che tutt’ora produce la collezione.

Le due ragazze sono entrambe francesi, di Tolosa e di Lille, ma si conoscono in Italia, a Milano; hanno alle spalle studi di fashion design a Parigi ed esperienze come designer in società italiane.

La decisione di cominciare questa avventura nasce dall’amore per il mondo dei bambini, che conserva sempre un’atmosfera fiabesca, quasi magica; e anche la creatività è appagata: disegnare e progettare vestiti per bambini richiede più lavoro di ricerca, poiché il prodotto non solo deve essere bello ma anche confortevole per i piccoli e pratico per le mamme.

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Geraldine e Alexandra scoprono così che questo lavoro permette di dare libertà alla parte più creativa, anche perché non si devono rigorosamente seguire gli schemi e le tendenze della moda classica.

Stiliste, modelliste, gestrici delle collezioni, ora anche commercianti: le due ragazze conoscono tutti i passaggi della filiera, dal disegno alla vendita con il rapporto diretto con i clienti; viene così garantito non solo un ottimo rapporto qualità/prezzo, ma anche la cura degli acquirenti, che vengono coccolati nella bellissima boutique.

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Una parte importante riguarda la scelta dei tessuti: loro stesse selezionano e ricercano i tessuti con cui produrre i capi, ricercando dettagli che fanno la differenza e rappresentano il loro marchio di fabbrica.

Lavgon, creatività e artigianalità

Laboratorio Lavgon è un laboratorio al femminile di sartoria creativa e artigianale che si discosta dalle logiche del grande mercato della moda.

Nasce nell’aprile del 2004 nella stalla di una vecchia cascina nei pressi di Pavia

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La linea di abbigliamento, accessori e complementi d’arredo è frutto di una continua rielaborazione di una stessa linea semplice e minimale interamente realizzata dalle donne del laboratorio Lavgon, Michela e le sue due figlie Lavinia, Carlotta.

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Fondamentale è la scelta dei tessuti, frutto di una minuziosa ricerca delle manifatture italiane che portano avanti la tradizione e la cultura del tessile Italiano, come le lane dell’Alto Adige, le sete di Como, i lini, canape e bamboo prodotti in Toscana, ma anche ricercando sempre un contatto diretto con le produzioni straniere, come le sete prodotte da una comunità di donne nel Laos e i tessuti Liberty di Londra.

Uno degli obiettivi di Lavgon è il recupero di attività artigianali: viene utilizzata la tecnica della tessitura manuale accostandola ad una sartoria creativa. Partendo dalla scelta dei tessuti si passa all’ideazione dei modelli, tagli semplici e minimali; con inserti e cuciture viene data forma al capo durante la realizzazione, é la creazione manuale che rende ogni pezzo unico ed esclusivo.

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Il riutilizzo del materiale di scarto della produzione permette la realizzazione di accessori ed inserti sui capi diminuendo l’impatto ambientale.

Non dando importanza alla proposta stagionale il capo è una continua rielaborazione di se stesso: pezzo unico nella tradizione del nuovo!

MeDea: vestiti di natura

MeDeA di Emanuela Venturi nasce da un viaggio della fondatrice in Bolivia nel 2000 per una  ONG italiana che si occupa di microcentrali idroelettiche. Qui Emanuela rimane affascinata dall’altopiano boliviano, dall’ambiente naturale incontaminato delle Ande, dai colori intensi dei paesaggi, dalla disponibilità e abilità manuale della popolazione locale Aymara.

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Durante questo viaggio, Emanuela “scopre” il magico mondo della tintura naturale effettuata con metodo tradizionale dal popolo Aymara; se ne appassiona e decide di fermarsi in Bolivia con un suo entusiasmante progetto: studiare la tintura naturale e da quella creare capi di maglieria che facessero stare bene chi li indossa perché creati con materiali naturali, con un impatto ambientale zero poiché nella tintura naturale non vengono utilizzate sostanze inquinanti. Nasce così MeDeA, collezione per donna e bambino in 100% alpaca tinta con colori naturali.

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Per due anni Emanuela si appassiona nel recupero di antiche ricette e insegnamenti di tintura, sperimenta le erbe spontanee dell’Altipiano, incontra piccoli allevatori di alpaca per avere un contatto diretto con chi le fornirà la lana, crea un piccolo laboratorio di tintura naturale funzionale alle esigenze di produzione.

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I capi Medea sono particolarmente indicati per la pelle delicata dei bambini, poiché la tintura naturale non contiene additivi chimici, perciò salvaguarda l’ambiente e non crea allergie. I capi vengono tutti prodotti artigianalmente o a mano (ai ferri o all’uncinetto) o con telaio naturale.

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E’ un lavoro affascinante legato ai ritmi della Natura. La raccolta delle erbe spontanee dell’Altopiano boliviano, il recupero di un’antica tradizione di tintura naturale che MeDea partecipa a mantenere viva, la magia dei colori che nascono dagli ingredienti messi a disposizione dal mondo vegetale sono fonte di ispirazione e stimolo per questo appasionante lavoro.

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