Arduino Zappaterra ed Eugenio Lovato: Anelli in movimento…

Nome prodotto: PIVOT
Designer: Bethan Laura Wood

Il progetto nasce dall’osservazione del processo di taglio al laser presso il laboratorio di Eugenio Lovato. La semplicità e la facilità di questo metodo di taglio hanno spinto la designer Bethan Laura Wood a elaborare una collezione di anelli caratterizzati da forme grafiche pulite e da semplici meccanismi. Le caratteristiche costruttive degli anelli, che prevedono una sovrapposizione di diversi livelli di lastre tagliate al laser tenute insieme da un perno centrale (pivot), permettono di poter utilizzare questi oggetti in modalità diverse.

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Se si tengono i diversi livelli perfettamente sovrapposti si ottiene un anello, se invece si sfogliano si ottengono forme che si avvicinano a quelle di un petalo di un fiore. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’artigiano Arduino Zappaterra che ha avuto un ruolo importante per la costruzione degli anelli partendo dai diversi pezzi tagliati al laser.

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Sergio Paolin e Matteo Cibic: il ri-cuoio

Il designer Matteo Cibic è partito, per questo progetto, dal materiale: il ri-cuoio, il cuoio riciclato e pressato, brevettato da Sergio Paolin di Arbos. Sulla base di questo materiale, il designer ha deciso di sviluppare una collezione di oggetti da viaggio ispirati al mondo aereonautico militare russo degli anni settanta.

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La razionalità cui questi prodotti rimandano non è solo una questione estetica, il progetto è pensato per ridurre al minimo il numero delle lavorazioni e tagliare il cuoio con un unico stampo.
Il dettaglio della verniciatura superficiale serve a creare un disturbo visivo e a nascondere  eventuali deterioramenti dovuti all’uso intensivo del materiale.

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La realizzazione della collezione ha richiesto una stretta collaborazione  tra il designer e l’artigiano. Per arrivare a un prodotto classico, ma contemporaneo con una chiusura a elastico, e le giuste proporzioni e dimensionamenti, Sergio Paolin ha realizzato molti prototipi fino a trovare il giusto equilibrio di forma.

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L’augurio di Matteo Cibic e di Sergio Paolin è di vedere presto la cartellina sottobraccio a un businessman nella City di Londra.

Antonio Bonaldi e le collaborazioni con diversi designer danno vita a ceramiche innovative…

Nome del prodotto: PILA
Designer: Zaven

Il progetto nasce dalla fascinazione per le eterogenee pile di libri, dischi e riviste che, senza quasi rendercene conto, si formano sui tavoli. I designer Zaven sono sempre rimasti colpiti dall’equilibrio incerto e fragile di queste strutture. All’inizio i designer pensavano di utilizzare queste pile per progettare un’alzata o degli oggetti per la tavola, ma poi parlandone questa soluzione non li aveva convinti perché non riusciva a dare l’idea di movimento che volevano trasmettere. Osservando da vicino il maestro ceramista Antonio Bonaldi e il suo lavoro al tornio hanno deciso di disegnare dei vasi.

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Hanno tentato di ricreare il fragile equilibrio delle pile sovrapponendo eccentricamente dischi di argilla dalla finitura e dalle dimensioni diverse, componendo forme che sembrano descritte dal movimento del tornio stesso. Il risultato sono vasi che ricreano l’effetto di dinamismo e di instabilità tipiche delle pile, sia pure attraverso un materiale solido come la ceramica. Ogni cilindro che compone Pila è stato lavorato con una finitura differente per esaltarne la diversità. Gli Zaven e Bonaldi si sono divertiti assieme nell’utilizzare tutti gli strumenti disponibili in bottega (chiodi, viti, spugne, spazzole, spatole ecc.) per definire delle texture innovative sul materiale.

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I vasi hanno ottenuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Sono stati presentati a 100% Design a Londra, al Salone del Mobile 2011 all’interno della mostra «D+A»; sono stati premiati al MACEF 2011 ed esposti nella galleria Browning di Asolo. I designer e l’artigiano hanno deciso di portare avanti il progetto e di passare dal prototipo alla realizzazione di tirature limitate per la vendita.

Nome del prodotto: THROWN POTTERY
Designer: Lucia Massari

La tecnica del tornio in lingua inglese viene chiamata thrown pottery ovvero ceramica lanciata, dal momento in cui una palla di creta viene letteralmente lanciata sul disco che ruota su un perno osso dai piedi del vasaio. Proprio su questa idea del lancio di un materiale tanto malleabile ed elastico come la ceramica non ancora cotta, la designer Lucia Massari ha iniziato a elaborare il proprio progetto. In collaborazione con l’artigiano Antonio Bonaldi, ha deciso di dare vita a una collezione di vasi in argilla nera “lanciati” perpendicolarmente da diverse altezze, da 10 centimetri fino ad arrivare a 1 metro. L’obiettivo del lavoro era produrre delle forme innovative dettate non dalla matita del designer, ma dalla forza di un fattore esterno, in questo caso la gravità. La conoscenza approfondita di Antonio Bonaldi della materia prima e dei processi di lavorazione ha reso possibile il progetto. Da questo punto di vista, fondamentale è stata la scelta di una ceramica sufficientemente elastica da sostenere le deformazioni dovute alla caduta.

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Nome del prodotto: REGALINE
Designer: Crea 87

È un oggetto fatto come le ceramiche “serie” di una volta – spiega Stefano Bertoncello, uno dei creatori – e quindi in estinzione. Ogni gallina è creata singolarmente in modo artigianale: Antonio Bonaldi le tira su al tornio, io e Antonio Visentin le chiudiamo e aggiungiamo la cresta, poi aspettiamo che si asciughino e le mettiamo in forno. Una volta cotte vengono maiolicate e poi tutti e tre le decoriamo. Ogni gallina, quindi, è un pezzo unico. Del resto le galline sono una diversa dall’altra».

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LA CREAZIONE. Il singolare prodotto nasce non da un’azienda esistente, ma dall’incontro di tre appassionati, che hanno creduto nel nuovo progetto, fondando nel Bassanese Crea87. «Abbiamo ripreso il boccale (caraffa) per servire il vino, che sta scomparendo, rendendolo però artistico per dare valore alla ceramica e sta andando bene, anche in un momento di crisi per il settore della ceramica».

Lideo: l’ambiente deve rispecchiare chi lo vive…

L’azienda LideoArreda è stata fondata dai nostri genitori negli anni ’70 e i tre figli che ne sono entrati a far parte dopo aver completato gli studi, l’hanno rilevata nel 2010.

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L’attività è iniziata in modo molto naturale quasi per gioco poiché i nostri genitori ci coinvolgevano fin da piccoli spiegandoci il perché dei colori e i profumi dei legni e tanti particolari che fanno parte di questo mestiere.

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LideoArreda si occupa in prevalenza di arredamento per interni, ma può soddisfare l’arredamento anche  per uffici o per esterni.

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Il pezzo forte di questa azienda è la personalizzazione del prodotto realizzato nei  diversi materiali presenti sul mercato con le lavorazioni più adatte alla sua valorizzazione, mentre il nostro modus operandi mette al primo posto la soddisfazione del cliente, applicando tutte le risorse necessarie al fine dell’ottenimento.

Quello che noi vogliamo comunicare è che L’ambiente deve rispecchiare l’anima di chi lo vive.

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Se parliamo di commercio e visibilità all’estero, l’ azienda ha già lavorato con Svizzera, Francia e Germania, ma nell’ottica di internazionalizzazione è aperta a diversi mercati.

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Ciò che ci auguriamo partecipando a questo evento è quello di avere maggiore visibilità in un contesto comune a diverse categorie.