Rodighiero: il Design supera i limiti…Il concetto di standard non esiste…

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Lo studio Rodighiero Associati era inizialmente una società di servizi e consulenze nel 1996. L’esperienza e la professionalità trentennale di Giovanni Rodighiero, unita alla competenza e al giovane talento dell’architetto Massimo Rodighiero e del designer Francesco Rodighiero, ha consentito allo studio di ottenere, nel tempo, importanti riconoscimenti e recensioni sino a farne una realtà affermata nel campo della progettazione.

Tra i vari prodotti elaborati, si trovano due eccellenze:

La prima è Flight, un lavabo dalla straordinaria portata innovativa nel mondo del Bathroom Design che grazie a un design accessibile e contemporaneo è in grado di rispondere alle esigenze di tutti, ideale per ambienti fruibili anche da persone con disabilità motorie. Finalmente si volta pagina per considerare la disabilità come normalità mediante uno stile moderno che rivoluziona la vecchia estetica dei bagni per disabili, per dire addio per sempre alle discriminazioni. Flight è la dimostrazione di come il Design for All conquisti finalmente un posto di prestigio nel panorama nazionale e internazionale. Questo progetto rappresenta il perfetto connubio fra design esclusivo e straordinaria innovazione che consente di andare oltre le barriere, per rendere agevole e semplice l’utilizzo a tutti e in particolare alle persone con difficoltà motorie.

La seconda,che lo studio mostrerà al Fuorisalone 2013, anch’esso appartenente alla schiera degli oggetti dal design innovativo, è Dondò, un dondolo per bambini dal design ricercato. É una figura da leggere, forse una lumaca o una farfalla. C’è quindi spazio per l’interpretazione che dialoga con il concetto di riparo, casa, rifugio. La protezione, o lo spazio nello spazio (possibilmente personale), è un elemento spesso presente nei giochi per bambini.

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Plastic Consult – Materioteca®: sapersi inventare o re-inventare un mestiere…

Essere artigiano oggi non significa lavorare usando soltanto le proprie mani ma piuttosto vuol dire avere una attività dove il fattore umano è più importante del fattore macchina. Quindi possedere quella flessibilità, quella capacità di adattamento e trasformazione che (almeno per il momento) le macchine non hanno.

Essere un artigiano di successo nel mondo globale moderno significa anche sapersi inventare o re-inventare un mestiere. E ogni giorno, come i leoni e le gazzelle della savana, correre più degli altri. Per mantenere la soglia delle proprie innovazioni sempre fuori dalla portata degli imitatori. E così rimanere in vita.

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Plastic Consult è una micro impresa di servizi (www.plasticconsult.it) che nel corso degli anni si è inventata molti mestieri. Compreso l’attività denominata “Materioteca®”, struttura di supporto alla filiera del progetto, a cui fornisce gratuitamente aggiornamento sul vastissimo universo dei materiali polimerici sintetici e naturali attraverso vari canali: workshop, newsletter, sito (www.materioteca.com), mostre temporanee come quella proposta, fiere dedicate ai progettisti e una esposizione permanente (la cui sede è attualmente in ristrutturazione e la inaugurazione avverrà dopo la Design Week 2013).

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Plastic Consult è quindi frutto dell’evoluzione ma nel contempo promotrice di evoluzione e, con Materioteca® e le sue mostre, vetrina di artigiani che hanno saputo evolversi.

Al Fuorisalone 2013 organizzato presso CNA Milano in Via Savona 52, Materioteca presenta la mostra “Fare leggero eco-eco” (economicamente ed ecologicamente sostenibile), una selezione di manufatti e semilavorati in materia plastica per raccontare il “progettare leggero” che, da sempre, ha rappresentato per il design terreno fertile di sperimentazione.

Tutti i materiali e/o gli oggetti, assolutamente innovativi, sono prodotti da PMI italiane.

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Di seguito un video a testimonianza del progetto “Fuori di Design” presentato al Fuorisalone 2012, in cui un gruppo di giovani talentuosi designer ha esposto i suoi progetti innovativi.

https://www.youtube.com/watch?v=n52r0qwmJg4&playnext=1&list=PL372A21A9DB405897&feature=results_video

Pikta: l’artigianato e la contemporaneità…

Innamorata dell’espressionismo astratto americano e con sperimentazioni di pittura informale in attivo, un giorno al Mi Art di Milano sono rimasta incantata davanti a una grande tela interamente ricoperta di stucco lavorato a onde. Grezza, senza colori. Si è aperto davanti a me un nuovo mondo.

A casa avevo un vecchissimo mobile da buttare e ho pensato di trattarlo come una tela, di caratterizzarlo con un’immagine materica, ricoprirlo di stucco, disegnare forme e segni con spatole e pettini e poi dipingerlo. Dall‘idea, alla realizzazione. Era perfetto. Ora, come proteggere i colori? Sapevo dell’esistenza della resina come ausilio alla pavimentazione. E così ho seguito, unica donna in un gruppo di muratori, un corso di posa. Poi ho rivestito il mobile. Il risultato è stato eccellente. In questo modo è nata la “mia” tecnica che è oggi il progetto PIKTA .

Siamo ai confini tra design e pittura. Con la forza materica dello stucco, il colore e la resina. É l’invenzione di un segno che arreda, unita alla passione dell’unicità, frutto di una ricerca esclusiva.

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LE TRE FASI DEL MIO LAVORO

PENSO

Ogni progetto è un lavoro in divenire, sempre diverso. Da ciascuna richiesta nasce una nuova sfida che muove la mia voglia di sperimentare e che passa attraverso la ricerca degli abbinamenti di colore, in linea con le proposte che la moda milanese propone in quel momento, di nuovi segni materici distintivi, nuovi supporti di arredo di design in linea con la casa che dovrà ospitare l’oggetto.

La forma ispira il colore. Il mobile su cui mi è stato chiesto di lavorare o che ho deciso di decorare già “parla” di come vuol essere trattato; è uno spazio libero per la creatività.

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 CREO

Tratto il mobile come se fosse una tela, da caratterizzare con un’immagine materica, ricoprire di  stucco, disegnare con spatole e pettini e poi dipingere, in una sorta di espressionismo astratto. Parto da un movimento interiore: lascio che il colore si espanda e conquisti la superficie, modificando a pennellate, con dettagli irripetibili, ogni singolo mobile, rendendolo diverso dagli altri, per esprimere una varietà di stati d’animo e adattarsi a qualsiasi spazio, arredamento antico o contemporaneo, al mood di qualsiasi habitat, sia privato che pubblico e, soprattutto, di chi lo abita.

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FIRMO

Quest’opera d’arte non canonica di decorazione materica come elemento distintivo, pittura informale come elemento decorativo, e rivestimento in resina come elemento di solidità,impermeabilità, lucentezza, “freschezza” e durata nel tempo, è anti industrial-design. È il contrario del multiplo e, per questo, ogni pezzo da me creato è firmato. La mia idea è quella di dare importanza non solo alla forma e al disegno dell’oggetto o del manufatto, ma soprattutto a ciò che lo riveste e lo rende unico.

Produco opere Pikta “Made in Milano” ed espongo in una bottega artigianale dove si possono seguire le fasi di creazione e realizzazione delle singole opere. In tempi in cui si ricicla, si riatta e si riusa, io progetto elementi ex novo o ridisegno vecchi mobili, ai confini fra design e pittura a Milano, in via Canonica, 9.

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Tra stucchi e colori, mobili finiti e in lavorazione, in atelier si respira la giusta atmosfera per pensare e ideare un mobile personale, con colorazioni e decorazioni che entreranno nel proprio ambiente dandogli un tocco di personale unicità. Il pezzo d’arredo industriale scelto, nelle mie mani, si trasformerà in un mobile artigianale esclusivo, fatto su misura per la casa e il gusto di chi me l’ha commissionato.

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